Economia e Lavoro

Chi sono i nuovi proprietari della Reggiana lo sappiamo dal 9 luglio scorso, cioè da quando Ernesto Foglia e Chiarino Cimurri firmarono l’accordo per rilevare da Franco Dal Cin il 67% della International Global Trading, la finanziaria che controlla la società granata. Chi sono invece i vecchi proprietari, per altro destinati a rimanere tali fino al 30 giugno dell’anno prossimo, non lo sappiamo ancora. O meglio: non lo sappiamo ancora per intero.

Nel libro soci della International Global Trading, dopo Franco Dal Cin, primo azionista con il 79,5%, figura infatti una misteriosa società estera. Si chiama Torre Limited e detiene 843mila azioni, pari al 10,5% del capitale. Più di Luciano Ferrarini (4,8%), degli eredi Zambelli (3,7%) e di Paolo Farri (1,5%). Anzi, più di Ferrarini, eredi Zambelli e Farri messi assieme.

Della Torre Limited non sanno nulla i futuri proprietari Foglia e Cimurri, nè gli attuali azionisti di minoranza della International Global Trading. Irreperibile Franco Dal Cin, personalmente non siamo riusciti a risalire al paese in cui la società è domiciliata. Di certo, comunque, non in Italia. L’unico elemento sicuro è che la Torre Limited non detiene altre partecipazioni in società italiane e che è presente nel capitale della International Global Trading almeno dal maggio del 2000.

Ricapitolando: da due anni (o forse da molto più tempo) il secondo azionista della finanziaria che controlla la Reggiana è una società estera, con base in una paese imprecisato, di cui a Reggio nessuno, neppure all’interno della stessa International Global Tranding, ha mai sentito parlare.

E’ davvero la partecipazione indiretta al capitale della società granata l’unica attività della Torre Limited? Possibile, certo, ma improbabile. Nel consiglio di amministrazione della Global Trading siedono solo tre persone: Franco Dal Cin (presidente e amministratore delegato) e i figli Michele e Mara. E’ più probabile, allora, che la Torre Limited sia uno snodo importante, una chiave per aprire la porta su un sistema di attività – quello del manager friulano – che è forse molto più ampio di quanto avevamo finora immaginato.

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