La pittura come emozione dell’esistenza

Sono ormai una quindicina d’anni che seguo con interesse il lavoro di Luisella Deiana Patetta e di anno in anno ho visto crescere e prendere forma in modo sempre più definito l’autonomia del suo mondo poetico. Poiché di questo si tratta: del sicuro affermarsi, oltre alle doti di un mestiere che progressivamente s’è fatto impeccabile, di una visione aperta senza esitazioni ai doni sottili e allusivi della fantasia. Luisella è cioè riuscita a risolvere il suo rapporto col mondo superando incertezze e dissidi, riuscendo a trovare l’accordo tra realtà e immaginazione in un gioco di suggestioni dove il dato oggettivo si compenetra col dato fantastico senza residui.

Luisella si muove nell’intrico dei simboli, delle metafore, dei riferimenti, senza impaccio, con leggerezza e agilità. E’ una sua dote naturale. Non c’è dubbio che ogni sua immagine rimandi a “qualcosa” che le sta dietro, ma ciò accade in ogni caso senza forzature, senza alterazioni di tono e di modi. C’è una sorta di grazia, di sorprendente spontaneità, in ciò che Luisella sta facendo in questi ultimi tempi. Sembra davvero che ogni tela e ogni foglio le escano fluidamente dalle mani, anche quando si tratta di immagini che paiono al nostro occhio più complesse e difficili. L’origine delle sue emozioni, quel misto di ingenuità, di candore, di impulso schietto e istintivo che sembrava dominare le sue prime prove, certamente non è più lo stesso. Oggi, la sua coscienza stilistica si è raffinata, s’è fatta più acuta e consapevole, tuttavia non è mutato il principio dell’ispirazione, che resta quello di una fresca percezione ed emozione della vita con tutti i suoi enigmi, i suoi interrogativi, i suoi segreti. Luisella non ha una visione pessimistica dell’esistenza. Davanti ai fenomeni della vita resta soprattutto sorpresa, meravigliata di ciò che accade, delle situazioni che le circostanze creano nel corso delle nostre esperienze.

Direi senz’altro che è soprattutto questo il “paesaggio” che la sua pittura ci dispiega davanti. Ora può sembrare che le sue immagini siano più oggettive, ora più libere, più inventate e ricche di vibrazioni, ma la loro matrice è sempre la stessa: è la varietà del mondo che non finisce di stupirci e forse, talvolta, anche di sgomentarci. Di qui la continuità della sua storia, che è riuscita a svilupparsi senza tradire la propria natura primitiva; e di qui il fascino nuovo delle sue opere.

Mario De Micheli

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