CONTRIBUTO DEI VERDI DI CACCURI AL DIBATTITO PER LA COSTITUZIONE DEI VERDI DEL 2000

LE BANDIERE POLITICHE DELLA Q8 E I NEONATI VERDI DI CACCURI,DALL’ANALISI DI UN MISFATTO AMBIENTALE ALLA DEFINIZIONE DEL NUOVO SOGGETTO VERDE

In tutti gli interventi che abbiamo letto sulla costituzione del nuovo Soggetto Verde ci è sembrato di capire che lo spirito fortemente ecologista, che si sta delineando a livello nazionale, deve, per potersi affermare con determinazione, imporre la sua forza e la sua incisività più che sull’ideologia spettacolare ed astratta dell’ambientalismo, sulle vicende reali in cui i Verdi definiscono la loro unicità rispetto ad un falso ecologismo di comodo, utilizzato da vari partiti per recuperare consensi.

In questa prospettiva i Nuovi Verdi devono calarsi in tutte le vicende in cui può essere meglio definita la loro identità, organizzando e strutturando il movimento ecologista su vicende specifiche nelle quali, soltanto e solamente noi, possiamo avere il coraggio e la volontà di modificare gli eventi.

Pensiamo come Nuovi Verdi di poter dare il nostro contributo alla definizione del Nuovo Soggetto Verde non tanto con un’idea in più da aggiungere a quelli che saranno i principi dei Verdi del 2000 ma con la descrizione di un avvenimento da comunicare a tutti gli amici Verdi perché possano assaporare il piacere di sentirsi parte attiva come spettatori emotivamente a noi vicini.

Per chi pensasse che è poco rilevante descrivere un avvenimento con coinvolgimenti amministrativi e politici , probabilmente molto comuni (soprattutto nel sud, dove noi viviamo) ad altre svariate situazioni di scarsa sensibilità ambientale, specifichiamo che l’intento è quello di capire quale dovranno essere gli obiettivi reali nei quali diffondere la nostra presenza Verde, ed in quale modo questa dovrà esprimersi. Nei dibattiti da noi seguiti spesso ci si chiedeva se i Verdi sono stati troppo di sinistra, se sono stati troppo cauti nelle loro scelte, se sono stati sufficientemente ecologisti, se hanno vissuto delle immagini riflesse delle “brave persone” esterne che proponevano come candidati nelle loro liste. Tutto ciò ci è sembrato indicare la paura condivisa da molti della mancanza di un’identità comune, come se i Verdi potessero essere mille e più soggetti (ipotesi a prima vista affascinante per un’associazione libertaria ma estremamente destabilizzante per un Organismo che vuole crescere). Allora abbiamo creduto che come Nuovi Verdi (costituiti nell’ottobre di quest’anno) eravamo, quasi obbligati ad entrare nel dibattito non per dire se dovevamo essere più di sinistra o più ecologisti (o più “brave persone”) ma per definire una modalità di azione e di vita descrivendo una situazione in cui la nostra posizione e chiara ed inconfondibile, in cui gli ostacoli sono visibili e reali ed in cui i personaggi e i fatti ci permettono di definire in maniera trasparente ed inequivocabile la nostra natura e di distinguerla da quella degli altri soggetti della vicenda. In tal modo dal quadro di un paesaggio collinare dove si intravede un distributore di carburante posizionato in una piccola piazza come per sporcarla e degradarla, emerge la nostra identità e si trasmette il nostro messaggio a tutti gli amici Verdi ” Noi siamo coloro che nella dialettica delle contraddizioni e dei conflitti, contrapponiamo alle esigenze del realismo politico ed economico le esigenze della vita e dei bisogni reali”.

Perché tutta questa premessa abbia una realtà precisa su cui far riferimento, includete nei nostre riflessioni l’analisi e la considerazione di questo avvenimento.

Come mai la chiusura di un distributore di carburante, collocato in una piccola piazza di paese che alcuni commercianti, gli amministratori locali e dei personaggi politici vogliono tenere aperto, può interessare la costituzione del Nuovo Soggetto Verde?

Perchè da questa vicenda si evincono le contraddizioni relative all’ambiente che non possono essere risolte se non dopo averla trasportate su un piano politico, che solo noi come movimento Verde possiamo garantire con chiarezza. Nel senso che sulla bilancia della verità e della giustizia spesso bisogna pesare da una parte gli interessi di alcuni commercianti, amministratori, politici e di ambientalisti a metà e dall’altra i Verdi e il diritto alla salute e alla sicurezza dei cittadini. Su i due lati di questa bilancia pesano anche da una parte l’ideologia dei partiti tradizionali, sordi alle reali esigenze ambientali e dall’altra la definizione del nuovo Soggetto Verde che abbandoni le vecchie posizioni dei “compromessi opportuni”(nel nostro caso la riduzione di probabili acquirenti che si riforniscono di carburante) e si definisca come nemico incorruttibile dei piccoli e grandi reati ambientali, promotore di una economia alternativa ( nel nostro caso lo sviluppo turistico della piazza del paese).

Ognuno organizzi come meglio crede gli argomenti di questa vicenda, noi siamo sicuri che in qualunque modo ciò venga fatto, alla fine chiunque non potrà fare a meno di rendersi conto della necessità di una presenza Verde, organizzata e strutturata politicamente in tutto il territorio nazionale, che esprima inequivocabilmente la sua differenza, soprattutto ai fini di una nuova economia da imporre contro le vecchie ed insostenibili idee di sviluppo propagandate dagli altri partiti. Nel nostro caso l’assurdo della vicenda e che i commercianti, gli amministratori e i politici che definiscono la chiusura del distributore un colpo all’economia locale si accorgeranno che togliere il distributore dalla piazza significa sviluppare l’economia del paese (anche quella degli stessi commercianti operanti sulla piazza) attraverso l’incremento del turismo in un luogo che ha tutte le condizioni fisiche e umane ( patrimonio artistico ed ambientale, clima, equidistanza dal mare e dall’Altopiano Silano, cordialità della gente, ecc.) per proporsi come spazio ideale per un certo tipo di turismo alternativo indirizzato a persone più sensibili alle ricchezze ambientali.

Ma quali sono gli elementi di questa vicenda, tutti relativi ad un distributore di carburante collocato nella piccola piazza del paese Caccuri (KR)

Una ditta che per conto di una società petrolifera ( Q8) rompe, indisturbata e senza autorizzazione alcuna, il manto stradale per spostare dei tubi da una parte all’altra della piazza.

Un sindaco (E. M.) a cui alcuni cittadini 4 anni fa segnalavano gli inconvenienti ambientali derivati dalla collocazione del distributore (verificati a novembre di quest’anno dall’Azienda Sanitaria di Crotone che ne ha chiesto lo sgombero) e i vigili urbani comunicavano ufficialmente un grave intralcio al traffico causato dalla sua posizione ad un incrocio, nel novembre del 98 quando la Q8 decide di chiuderlo scrive al Prefetto chiedendo di mantenerlo aperto per problemi di ordine pubblico.

Un altro sindaco, del vicino paese di Cerenzia ( A. C.)che ( a soli fini elettorali) in occasione delle amministrative di Cerenzia del novembre 98 dichiara pubblicamente che non farà chiudere il distributore di carburante di Caccuri e scrive una lettera al Prefetto chiedendo il mantenimento dell’unico distributore del territorio per il grave disagio che la sua chiusura provocherebbe ai cittadini che devono rifornirsi di carburante, dimenticando che tra il paese di Cerenzia e il distributore collocato nel paese Caccuri esiste, quasi, la stessa distanza che c’è tra Cerenzia e il distributore di carburante collocato al bivio del vicino paese di Castelsilano ( dove è posto il secondo distributore nel territorio di Caccuri).

I vigili del Fuoco di Crotone che, nel novembre 98, rinnovano un certificato prevenzione incendi sospeso da due anni da loro colleghi di Catanzaro, ritenendo irrilevante che il distributore (obsoleto e fatiscente) sia collocato a 90 cm dalle prime abitazioni, che i suoi serbatoi sono collocati in mezzo alla piazza e che per riempire le cisterne le pompe vengono collocate in zone di transito dei veicoli (ed altri inconvenienti)

Un gruppo di cittadini (sempre gli stessi in tutta la vicenda) che quando la Q8, (nel novembre 98) decide di chiudere il distributore, organizza riunioni non autorizzate e gira, indisturbato con i megafoni per incitare alla protesta, raccogliendo firme e dicendo alla gente che servono solo per tenerlo aperto per qualche mese in attesa di trasferimento. Sono 4 anni che si utilizza il trasferimento come escamotage per impedirne la chiusura, quando ormai tutti sanno che solo quando questo distributore verrà chiuso si potranno prendere in considerazione le richieste fatte (2 al Comune di Caccuri e 2 nel vicino comune di Cerenzia) per la costituzione di un nuovo e più efficiente distributore fuori dal paese.

Due corrispondenti di zona dei giornali locali che, nel novembre 98, chiamano a raccolta tutte le forze per impedire la chiusura dell’impianto, gonfiando il numero dei partecipanti ad una manifestazione pro-distributore da 70 (segnalati dalle Forze dell’Ordine) a 200 e 300, e inventandosi un inesistente interessamento della Prefettura alla chiusura del distributore.

Il responsabile di una Società (la Q8), che in seguito ad un’ispezione fatta dall’Ufficio Igiene Ambientale della Procura di Crotone, dichiara per iscritto negli ambienti della Procura della repubblica di Crotone, che l’impianto verrà chiuso spontaneamente dalla Q8 entro l’anno (l’anno in cui viene fatta e il 98, l’impegno non viene rispettato ma la dichiarazione è , ugualmente, acquisita agli atti dalla Procura della Repubblica di Crotone e considerata dal Sostituto Procuratore come uno degli elementi per il “non luogo a procedere” ). Non riusciamo a capire bene il perché del luogo e i motivi della dichiarazione ma volendo fare delle ipotesi su alcuni elementi, che potrebbero riproporsi con la richiesta di sgombero chiesta nel novembre di quest’anno dall’Azienda Sanitaria di Crotone, forse se un distributore è illegale viene chiuso e basta, se invece è in regola e chiede spontaneamente può usufruire del contributo del fondo per la razionalizzazione della rete di carburante (ognuno tragga le sue conseguenze da questa ipotesi ma se i nostri dubbi sono veri, questa dichiarazione, potrebbe favorire i guadagni di una Società privata)

Tutti le sezioni dei partiti politici locali del paese di Caccuri (Democratici di Sinistra, Rifondazione Comunista, Alleanza Nazionale, Partito Popolare, simpatizzanti Udeur) che, nel maggio 98, si coalizzano per una lista amministrativa comune ed escludono dai componenti di questo lista unitaria il coordinatore del movimento per la chiusura del distributore con l’unica ed esclusiva motivazione che la sua presenza avrebbe potuto spaventare chi voleva che il distributore rimanesse aperto. Una scelta determinata da un loro anacronistico “realismo politico”, in una lista aperta a tutti, ma non giustificata dalle esigenze del paese e dai bisogni della gente. L’unica loro attenuante e che non esisteva, allora, una forza politica come i “Verdi di Caccuri” che potesse portare sulla bilancia delle loro trattative il peso di una nascente cultura ecologista Gli ambientalisti di allora avrebbero potuto presentare una terza lista, perchè anche la seconda lista civica (che vinse la consultazione elettorale) aveva scarso interesse per l’ambiente, ma allora non esistevano i Verdi e l’appartenenza ai direttivi e agli Organismi dei partiti e delle associazioni esistenti li costrinse, per “disciplina di partito” ad astenersi da ciò ( molti di loro non votarono per nessuna delle due liste). Oggi i Verdi di Caccuri avrebbero presentato, senza alcun dubbio una terza lista che, anche se non vincente, avrebbe sicuramente garantito una loro rappresentanza al Consiglio Comunale.

Un altro sindaco ( S. F.) a cui l’Azienda Sanitaria di Crotone chiede (nell’ottobre di quest’anno) di emettere un’ordinanza di sgombero del distributore che telefona alla responsabile del servizio dicendo che si sarebbe rivolto al Prefetto perché (sempre lo stesso escamotage) sarebbero potuti sorgere problemi di ordine pubblico e, inoltre, per contrastare le affermazioni dei medici che hanno redatto la comunicazione, incarica un’agenzia di fare dei rilevamenti ambientali per capire se c’è veramente un problema serio di inquinamento o è paragonabile a quello di altre situazioni simili. Forse, dimenticandosi che il traffico nella piazza non è mai costante e che a momenti di calma assoluta si sovrappongono momenti di congestione e di paralisi e che, inoltre, esiste un inquinamento esterno ed uno interno dentro le case dei cittadini e dei locali commerciali vicini al distributore. Probabilmente, vorrà dimostrare che non c’è un tale inquinamento da morire subito ma solo che si può campare qualche anno in meno e che ciò è irrilevante di fronte alle esigenze di un’Amministrazione che deve dimostrare di difendere gli interessi dei sui elettori. Forse, questi elettori (in particolare alcuni commercianti) che si oppongono con decisione alla chiusura non sanno che noi lottiamo anche per loro, perché, spesso (soprattutto il sabato pomeriggio) nei loro locali e in alcuni seminterrati senza finestre e senza ricambi d’aria dove si trovano alcuni laboratori ( ad esempio il locale che viene utilizzato per infornare il pane) si condensa una tale quantità di smog , prodotta dalle macchine accese in attesa di rifornirsi di carburante, da compromettere seriamente la loro salute, soprattutto per effetto del della presenza di benzene in ambienti surriscaldati.

Per finire l’unico elemento positivo di questa orrenda e Kafkiana vicenda l’incontro tra i cittadini che protestano per la collocazione del distributore e i Verdi di Crotone, che, nella veste del loro portavoce Francesco Zurlo, esprimono la loro fiducia e disponibilità.

A loro e a Francesco Zurlo in particolare esprimiamo il nostro affetto e la nostra riconoscenza non tanto per la solidarietà alla nostra vicenda ma, soprattutto, per aver fatto esplodere in noi (l’espressione forte rende l’idea) un’identità Verde che abbiamo sempre posseduto e che, solo adesso ci siamo accorti, veniva imprigionata e contenuta negli sterili contenitori dei comitati ambientali dei partiti politici e delle associazioni ecologiste tradizionali. Da qui la nascita dei Verdi di Caccuri che partendo da questa esperienza hanno stabilito nel loro programma una serie di attività intese sia a migliorare l’ambiente e la qualità della vita del paese che a garantire ai cittadini una partecipazione reale alla vita amministrativa e politica, assicurando il nostro aiuto contro gli abusi, da qualunque parte essi provengano

I Verdi di Caccuri non possono considerare una conquista la chiusura del distributore fino a quando fuori dal paese non se ne creerà uno nuovo (consideriamo la momentanea difficoltà di rifornirsi per qualche mese in un altro un po’ più distante) e fino a quando la piazza di Caccuri non verrà trasformata in un luogo accogliente e bello, sia per i caccuresi che per i visitatori esterni.

Il primo passo comunque è la chiusura del distributore, perché se questo distributore non si chiede nessuno ne aprirà un altro e nessuno potrà mai amare una piazza cosi brutta e poco salutare.

Pensiamo che sia chiarificatore di tutte le contraddizioni politiche a livello ambientale chiudere questa comunicazione con un articolo scritto dal corrispondente del giornale Il Crotonese il 26 gennaio 1996 a pag.10 (F.L.), ora attuale vice sindaco di Caccuri che oggi lotta con l’Amministrazione di cui fa parte per impedire la chiusura del distributore ma che allora, ai tempi in cui si protestava insieme per bloccare la costituzione di una discarica a poca distanza dal centro abitato, si definiva ambientalista militante di sinistra e si esprimeva così: ” Tra il distributore e la piazza Umberto I di incompatibilità ce n’è più di una e il divorzio poteva essere richiesto anche qualche tempo fa. L’impianto è collocato in fondo alla piazza, a ridosso di abitazioni e vicino alla strada che porta al centro storico. Praticamente quando si fa rifornimento, per uscire, si è costretti ad effettuare una manovra in retromarcia pericolosa per l’incrocio esistente. Inoltre le manovre di accesso e di uscita dal rifornimento sono di fatto un intralcio per i veicoli che accedono al centro storico. A questo vanno aggiunte le code dei veicoli che si fermano, in attesa di fare rifornimento, in alcuni periodi determinano veri e propri ingorghi stradali. Insomma questo impianto non può più continuare ad occupare una parte di piazza Umberto I. Troppe sono le conseguenze che determina, sopportate per decenni, ma che ora non possono più essere tollerate. Piazza Umberto I comunque non può più continuare ad essere utilizzata come un’area di servizio autostradale. Lo spostamento dell’impianto sarà, in ogni modo, un sollievo anche e soprattutto per quei cittadini che hanno le loro abitazioni a ridosso dello stesso rifornimento e che per anni si sono visti costretti a tenere chiuse le finestre delle loro case per motivi facilmente immaginabili, L.F. coordinatore della petizione e tutti gli altri firmatari ottengono finalmente giustizia”.

Da qui tutto il significato locale e nazionale della presenza dei Verdi, perché nei vari partiti esistono ambientalisti al 50%, che esprimono il loro spirito ecologista a giorni alterni, come l’attuale, conoscente e amico, vice sindaco di Caccuri che, quattro anni fa nei periodi in cui era ambientalista per la discarica, combatteva anche l’inquinamento da benzene nella piazza oggi, invece, che è vice sindaco del paese pensa sia più importante il mantenimento del servizio del distributore di carburante (probabilmente fra qualche mese, quando ci impegneremo contro la nascente discarica di San Giovanni in Fiore, si ritroverà insieme a noi a combattere, da ecologista, contro il devastante impatto ambientale che questa produrrà sul nostro territorio). Noi Verdi, al contrario, manifestiamo, senza condizioni e compromessi, tutti i giorni la nostra presenza ecologista, poichè è proprio questa coerenza che giustifica la nostra presenza e la nostra unicità nel quadro politico caccurese e in quello nazionale.

Non portiamo rancore per nessuno di coloro che continuano ad ostacolare la presenza dei Verdi a Caccuri, alcune volte anche con mistificazioni ( non si era mai vista tanta avversione per una nuova presenza politica), forse qualcuno ha paura di un gruppo di ” Ecologisti rompiscatole “, qualcun altro teme di perdere consensi elettorali in vista delle consultazioni regionali, noi siamo pronti a dialogare con tutti perché a monte di tutto pensiamo che spesso non è necessario sostituire gli uomini per cambiare gli eventi ma basta solo contribuire a modificare il loro modo di pensare. Oggi i pensieri di molti saranno per un gruppo di persone (a Gennaio tra richieste e riproposte saremo una cinquantina di tesserati) che si definisce ” Verdi di Caccuri” e che intende proporre gli elementi di una nuova economia del territorio” Lo sviluppo turistico ed ecologico di Caccuri” da contrapporre ad una vecchia politica economica dei piccoli lavori e dei piccoli favori, che ha degradato l’ambiente e la dignità dei cittadini di Caccuri.

Dall’analisi di questa situazione ( Istituzioni, partiti politici e ambientalisti al 50% da una parte, Verdi e cittadini dall’altra ) si evince il ruolo e gli effetti di una nostra presenza e si deduce il nostro contributo alla definizione dell’identità del Nuovo Soggetto Verde. A tutti gli amici Verdi che si chiedono se avremo un futuro più felice di quello attuale determinato dall’aumento della presenza Verde all’interno del quadro politico italiano, pensiamo di dare un elemento in più per essere ottimisti. I Verdi saranno sempre di più se stabiliranno una loro inconfondibile coerenza in una società in cui i conflitti a le contraddizioni economiche non potranno essere sanate da una politica che mira all’induzione di bisogni e di esigenze costruite, che non riesce a mettere insieme la gioia di vivere in un ambiente sano e bello con le necessità di lavoro e di guadagno, che non riesce a capire che il progresso economico non ha un suo andamento autonomo (quasi come una presenza divina) a cui la gente deve uniformarsi ma che, al contrario, è la “vita” con la sua varietà di componenti e di elementi che deve determinare le scelte ed i bisogni. A monte di tutto ciò sta non solo la nostra capacità di far pesare la bilancia dalla parte della realtà contro la sua spettacolarità ma anche la nostra forza nel dimostrare che siamo noi a proporre lo sviluppo del futuro e a renderlo sostenibile, contro l’immaturità di coloro che vorrebbero svuotare e devastare le risorse del mondo.

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