Il rischio di confusione nel caso Negra Modelo

Nell’analisi dell’impressione d’insieme prodotta da due marchi sui piani visivo, auditivo e concettuale, non è necessario che il rischio di confusione esista sull’insieme di tali piani: le differenze visive possono non essere sufficienti a neutralizzare il rischio di confusione dovuto alla somiglianza uditiva e concettuale.

Il titolare di una registrazione nazionale portoghese riguardante il marchio figurativo MODELO per sciroppi, birre, bevande dissetanti e bevande analcoliche in classe 32 aveva presentato opposizione contro la domanda di registrazione comunitaria riguardante il marchio figurativo NEGRA MODELO recante i colori dorato, arancio, bianco, nero e marrone per una serie di prodotti e servizi comprendenti la birra in classe 32.

Sia la Divisione di Opposizione che la Commissione di Ricorso dell’Ufficio per l’Armonizzazione nel Mercato Interno (UAMI) avevano accolto l’opposizione limitatamente al prodotto birra.

Il titolare della domanda di marchio NEGRA MODELO aveva proposto ricorso dinanzi il Tribunale di Primo Grado, sostenendo che la domanda non avrebbe dovuto essere respinta per la birra per i seguenti motivi:

il titolare del marchio MODELO non aveva sufficientemente dimostrato un uso serio ed effettivo del marchio;

la Commissione non aveva tenuto sufficientemente conto della reputazione del marchio NEGRA MODELO;

la Commissione non aveva operato una valutazione globale del rischio di confusione sulla base dell’impressione d’insieme prodotta dai marchi sui piani visivo, auditivo e concettuale, aveva omesso di considerare gli elementi figurativi e i colori di cui fa menzione la domanda di marchio, ed aveva erroneamente separato le parole negra e modelo , considerando descrittiva la prima.

Il Tribunale di Primo Grado ha respinto il ricorso con sentenza del 15 febbraio 2005 nella causa T-169/02.

Il Tribunale ha considerato inammissibili i primi due motivi, dal momento che non erano stati sollevati dinanzi la Commissione. Per quanto riguarda il terzo motivo, il Tribunale ha sottolineato che nell’analisi dell’impressione d’insieme prodotta dai marchi di cui trattasi sui piani visivo, auditivo e concettuale, non è necessario che il rischio di confusione esista sull’insieme di tali piani. Inoltre, secondo la giurisprudenza della Corte di Giustizia Europea, la valutazione globale del rischio di confusione tra due marchi deve essere basata sull’impressione d’insieme da essi prodotta esaminando sia ciascun marchio nel suo insieme che le qualità intrinseche di ciascuno dei componenti soprattutto, dei componenti dominanti.

La Commissione aveva dunque correttamente ritenuto in primo luogo che la parola modelo fosse il componente dominante del marchio NEGRA MODELO dato che negra è un componente descrittivo, poiché viene utilizzato in portoghese per indicare la birra scura e in secondo luogo che l’identità uditiva e concettuale tra l’elemento dominante del marchio richiesto e il marchio anteriore neutralizzava le differenze visive derivanti dalle peculiarità grafiche del marchio richiesto, con la conseguenza che tali differenze non consentivano di escludere l’esistenza di un rischio di confusione. Inoltre, tale somiglianza riguardava due marchi designanti lo stesso prodotto, cioè la birra.

Il Tribunale ha dunque ritenuto corretta la valutazione della Commissione, secondo la quale esiste il rischio che il pubblico destinatario venga indotto a credere che i prodotti designati dai segni in conflitto provengano dalla medesima impresa o quantomeno da imprese economicamente legate.

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