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Marchio comunitario e design comunitario in Italia, le statistiche UAMI per il 2010

MARCHIO E DESIGN COMUNITARIO

Non risentono della crisi le cifre sui marchi e design comunitari depositati dalle imprese italiane nel 2010: sono vincenti i costi contenuti della tutela comunitaria rispetto all’alternativa delle singole registrazioni nazionali.

L’Ufficio per l’Armonizzazione nel Mercato Interno UAMI ha da poco presentato i dati relativi ai depositi di marchi e design comunitari per il 2010. Per la prima volta quest’anno l’UAMI ha pubblicato anche dei rapporti nazionali sui depositi di marchi e design comunitari nei singoli paesi di validità del marchio e del design comunitario, che sono i 27 paesi membri dell’Unione Europea. Sia il marchio che il design comunitario permettono infatti di ottenere tramite un’unica domanda una registrazione unitaria valida in tutti i paesi dell’Unione Europea.

Quale è stato l’andamento in Italia dei depositi di marchio comunitario e design comunitario nel 2010? Nonostante la crisi, il numero di domande depositate dalle imprese italiane rimane sostanzialmente invariato rispetto all’anno precedente. La tutela comunitaria per marchi e design continua ad essere considerata un buon investimento, grazie anche ai costi decisamente vantaggiosi rispetto all’alternativa dei singoli depositi nazionali in più paesi europei.

Marchio comunitario

Dal 1996, anno di nascita del marchio comunitario, sono oltre 58mila i marchi comunitari registrati da italiani. L’Italia è al quarto posto per numero di marchi comunitari registrati dopo Stati Uniti, Germania e Regno Unito.

Nel 2010 sono state oltre 8.000 le domande provenienti dall’Italia, in leggera crescita rispetto al 2009. Le classi di prodotti più richieste sono state la classe 25 che comprende articoli di abbigliamento, scarpe e cappelleria, la classe 9 che comprende apparecchi e macchinari vari compresi i computer, e la classe 35 comprendente fra l’altro la pubblicità e la gestione di affari commerciali.

I marchi figurativi sono quasi il 60% del totale registrato e i marchi denominativi rappresentano poco meno del 40%. Solo una percentuale minima delle domande provenienti dall’Italia riguarda marchi tridimensionali e marchi costituiti esclusivamente da colori o suoni.

Design comunitario

L’Italia è seconda solo alla Germania per design comunitari registrati: dal 2003, anno di nascita del design comunitario, sono state oltre 78mila le registrazioni a nome di titolari italiani. Nel 2010 le domande provenienti dall’Italia sono state oltre 10.000, cifra sostanzialmente invariata rispetto al 2009.

Le classi di prodotti più richieste nel 2010 sono state la classe 2 (articoli di abbigliamento e calzature) seguita dalla classe 5 (articoli tessili non confezionati, materiali artificiali o naturali in fogli e pelli) e dalla classe 26 (apparecchi di illuminazione).

24 marzo 2011

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