di enzo fragassi

Non solo non si offendono se li chiamate Momix italiani. Anzi, la coreografa e regista Giulia Staccioli rivendica con orgoglio la sua trascorsa militanza – unica non statunitense – nella compagnia di danza acrobatica più famosa del mondo, diretta da Moses Pendleton. Loro però sono i Kataklò Athletic Dance Theatre (Kataklò per gli amici).

Il nome deriva dal greco e significa grosso modo «io ballo piegandomi e contorcendomi». A nostro avviso non rende granché la tensione verso l’armonia del movimento a tempo, la ricerca estetica ma non statica del gesto atletico e acrobatico, l’impasto di generi – danza, musical, comico, teatro-danza – che costituisce la ricetta originale di questa forma espressiva.

Sia come sia, i Kataklò apriranno il 6 gennaio l’edizione 2005 della rassegna di danza del Teatro di Pisa con la ripresa della loro ultima produzione, Up Verticali Energie, un omaggio alla montagna, alla fatica per raggiungere la vetta, alla natura che ti attende e ripaga degli sforzi dell’ascesa. Lo spettacolo si compone di sequenze che evocano nella prima parte la conquista della montagna da parte dell’uomo. Supportati da un ampio armamentario da montagna, corde, imbragature, racchette, sci, i danzatori riempiono lo spazio scenico con le loro prodezze atletiche. Raggiunta la vetta l’uomo si lascia conquistare dall’incanto della natura. E sono i fiori, gli animali, il ghiaccio a dialogare con l’uomo in una danza che si fa meno irruente ma ugualmente intensa. La musica, naturale complemento, deve essere scelta con cura. Nello specifico, sonorità decise dei Nine Inch Nails si alternano a melodie suadenti di Mari Boine, Utah Saints, Goran Bregovic e Janet Jackson. Per raggiungere lo zenith con un canto gregoriano accompagnato dal sax dell’acclamato jazzista Jan Garbarek.

Nata nel 1995 da un’idea di Staccioli, la compagnia era composta da sette ex atleti italiani, tutti con almeno un’esperienza olimpica alle spalle. Provenivano dalla ginnastica artistica ma non solo: tra loro anche il compagno di Giulia, l’ex «martello» della pallavolo Andrea Zorzi, oggi produttore e regista delle luci. Oltre ad Up Verticali Energie, la compagnia ha all’attivo altri due spettacoli: Indiscipline e Kataklopolis. Nel tempo la compagine si è ingrandita, comprendendo attualmente Davide Agostani, Paolo Bucci, Ilaria Cavagna, Maurizio Colucci, Tiziana Di Pilato, Matteo Ferretti, Irene Germini, Valentina Marino, Daniela Vergani e Marco Zanotti. I costumi – altro elemento fondamentale dello spettacolo – sono di Brunella Cosenza.

La rassegna pisana proseguirà fino al mese di maggio con spettacoli nazionali e internazionali. L’8 febbraio, per esempio, sarà la volta della compagnia del Russian National Ballet, diretta da Sergei Radchenko, che porterà in scena La bella addormentata nel bosco; seguiranno la prima nazionale de Il grande dentro (Le Grand dedans) della compagnia di danza Silenda (19 febbraio) e le coreografie della cubana Nilda Guerra interpretate dal Ballet de Cuba (1 marzo). Il 9 marzo sarà invece la volta della Spellbound Dance Company di Mauro Astolfi, che presenta Stati comunicanti – Stato alterato… Stato sospeso… Stato di (eb)brezza. Il programma completo può essere consultato sul sito del Teatro di Pisa. Chi volesse raccogliere informazioni sui Kataklò, troverà tutto on line.

Nella foto, una scena di Up Verticali Energie

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