I relatori Karina Edmonds e Fred Farina

La Dott.ssa Karina Edmonds collabora con la JPL (Jet Propulsion Laboratory, centro NASA responsabile per l’esplorazione dello spazio senza l’invio di personale) come Esperta in trasferimento di tecnologia (Senior Technology Transfer Specialist) presso l’Ufficio Gestione Risorse Intellettuali Strategiche (Strategic Intellectual Assets Management Office). La Dott.ssa Edmonds è responsabile del trasferimento verso il mercato di tecnologie sviluppate nei laboratori JPL, nonché delle strategie per commercializzare tecnologie nate sostanzialmente per uso in ambito aerospaziale.

Il Dott. Fred Farina, proveniente da uno studio legale in cui si occupava di prosecuzione di brevetti, è attualmente Consulente per le licenze (Licensing Associate) presso l’Ufficio Trasferimento Tecnologie del California Institute of Technology (Caltech). Il Dott. Farina ha conseguito il “Diplôme d’Ingénieur” in Ingegneria Elettrica presso l’Istituto Nazionale di Scienze Applicate a Lione, in Francia, nonché il diploma M.S. in Ingegneria Elettrica presso il Caltech.

Il trasferimento di tecnologia

Il “trasferimento di tecnologia” esaminato durante il seminario consiste nel passaggio dei diritti di proprietà industriale dall’università all’industria. Questo implica una riduzione del tradizionale distacco fra ricerca accademica e settore commerciale e comporta quindi il superamento delle differenze “culturali” fra i due mondi coinvolti, ad esempio la contrapposizione fra desiderio di pubblicazione e segreto aziendale e fra ricerca fine a sé stessa e ricerca e sviluppo orientati al profitto.

La principale normativa che regola il trasferimento di tecnologia negli Stati Uniti è il cosiddetto “Bayh-Dole Act” del 1980. I cardini di tale normativa sono la possibilità di conservazione della titolarità dei brevetti da parte delle istituzioni accademiche anche per invenzioni sviluppate nell’ambito di progetti a finanziamento governativo e la assegnazione di parte delle royalty conseguite agli inventori.

Le modalità di gestione del trasferimento di tecnologia al Caltech

La filosofia di gestione del trasferimento di tecnologia al Caltech è basata innanzitutto sul deposito “intensivo” di domande di brevetto relative alle invenzioni conseguite dai propri ricercatori (cosiddetto “aggressive patent filing”). Negli Stati Uniti, questa strategia è favorita dalla possibilità di depositare una domanda di brevetto “provvisoria” (“provisional application”) a basso costo, che può poi essere trasformata, entro un anno dal deposito, in una domanda di brevetto vera e propria.

Un altro aspetto fondamentale della gestione del trasferimento di tecnologia al Caltech è rappresentato dalla preferenza accordata alla nascita di nuove imprese basate sullo sfruttamento di un brevetto o di un insieme di brevetti (le cosiddette “start-up” o “spin-off”) rispetto alla concessione di licenze a società esterne alla struttura universitaria.

Inoltre, il Caltech privilegia una politica di cosiddetto “market pull” rispetto a quella basata sul cosiddetto “technology push”, ossia tende a rispondere alla domanda del mercato, piuttosto che promuovere intensivamente le tecnologie sviluppate.

Per quanto attiene poi alle procedure di contrattazione con le aziende per la concessione di licenze, il Caltech privilegia un approccio estremamente rapido e “snello” nella conclusione degli accordi. In particolare, normalmente un unico professionista dell’Ufficio Trasferimento di Tecnologie del Caltech gestisce il contatto e la contrattazione con l’azienda e questa medesima persona è autorizzata a prendere la decisione finale in merito all’accettazione dell’offerta formulata dall’azienda stessa.

Nel corso del loro intervento, i relatori hanno inoltre confrontato la filosofia di gestione del trasferimento di tecnologia appena presentata con quella di altre istituzioni accademiche statunitensi, e in particolare con quella del Massachusetts Institute of Technology (MIT) e con quella della Stanford University.

Efficacia del trasferimento di tecnologia negli Stati Uniti

Dal 1980, sono state fondate oltre 3.000 nuove aziende sulla base di una licenza di brevetto da parte di istituzioni accademiche. Tuttavia, le royalty percepite da queste ultime istituzioni sono ancora basse rispetto agli investimenti e rispetto a quelle percepite da aziende che sviluppano in proprio le tecnologie brevettate.

Comunque, sia il numero delle cosiddette “invention disclosures” fornite dai ricercatori accademici ai rispettivi uffici di trasferimento di tecnologie, sia gli investimenti in spese brevettuali da parte delle università sono in forte crescita negli Stati Uniti.

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