Fuori la Stella Alpina, i D.S. stanno a guardare

L’”affaire-Maccari”, che ha travolto prima l’Assessore Lavoyer (concorso in corruzione e peculato), poi il Presidente Viérin (omessa denuncia e favoreggiamento), ha aperto una duplice crisi politica.

Una prima, piccola crisi di governo, aperta dalle dimissioni del Presidente della Giunta, e dalla conseguente decadenza degli Assessori, è stata risolta con un rimpasto al governo e il restringimento della maggioranza.

Fuori la Stella Alpina, apparsa in leggero stato confusionale: la mattina ha votato in Consiglio a favore del nuovo Presidente della Giunta, Louvin, e nel pomeriggio si è dichiarata all’opposizione.

Dentro tutta l’Union possibile. I leoni rossoneri mantengono la Presidenza del Consiglio, confermano la Presidenza del Governo, aumentano il numero degli Assessori (da cinque a sei, con Cerise al Turismo e Trasporti, che non potrà far peggio di Lavoyer).

I D.S., chiamati ancora una volta a salvare un’Union sempre più divisa e lacerata, hanno confermato la loro attitudine al gregariato. Mantengono il loro assessoratino, più qualche briciolo di potere, e sosterranno fino all’ultimo respiro un governo che appare un vero e proprio monocolore unionista.

Un monocolore in cui si è anche prodotto un nuovo riequilibrio fra “viériniani” e “rollandiniani”, a favore di questi ultimi.

Si è dunque costituito il governo Louvin. Per fare che cosa? Nessuno lo sa, neppure il neo-Presidente. In Consiglio ha citato quattro (non uno in più) argomenti su cui il governo concentrerà l’attenzione. Ma senza dire come e con quali obiettivi.

Insomma, il Presidente ha presentato al Consiglio e all’opinione pubblica una scatola vuota, sperando di riempirla in corso di mandato. Ma visto che il mandato sarà breve e che l’uomo è abile nel curare l’immagine, l’obiettivo vero sarà quello di campare fino alle elezioni, per consentire al frastornato elettorato di dimenticare l’eco dello scandalo.

Tuttavia, il nuovo governo regionale non potrà dormire sonni troppo tranquilli: i problemi del traffico pesante, del casinò, della mancata attuazione dello statuto speciale in materia di referendum sono urgenti e richiedono decisione e lungimiranza.

Per quanto ci riguarda stimoleremo, proporremo, controlleremo e … valuteremo.

Ma c’è un’altra crisi politica, ben più grave e profonda di quella che ha visto le dimissioni della vecchia giunta Viérin e l’insediamento di un nuovo esecutivo regionale.

E’ la crisi della politica (quella che dovrebbe avere la “P” maiuscola) valdostana.

Non è solo