Editoriale

Da diverse settimane in alcune zone della provincia è sparito il segnale di Telereggio. Questo disservizio non dipende da noi. Quando nel 2010 l’Emilia-Romagna passò al sistema di trasmissione digitale, molti impianti di antenna richiesero un adeguamento tecnologico. In alcuni casi, però, chi fece l’intervento sintonizzò Telereggio sul primo canale disponibile, anziché sul suo canale principale, il 29 Uhf.

Fino a qualche tempo fa, questa sintonizzazione non aveva provocato problemi. Ma nel settembre scorso tutte le tv locali del nord Italia sono state costrette a spegnere alcune frequenze che il Governo ha deciso di requisire e di riassegnare ai gestori di telefonia mobile. Un provvedimento che penalizza fortemente le televisioni locali ed il servizio pubblico che svolgono.

Il risultato è questo: chi non riceveva Telereggio sul canale 29 Uhf, oggi incontra molte difficoltà a sintonizzarsi sulla tv della nostra provincia. Oppure non ci riesce affatto.

Tuttavia non bisogna scoraggiarsi. Telereggio è visibile in tutta la provincia di Reggio, con un adeguato sistema di antenna e decoder sul canale 29 Uhf. Sulla

stessa frequenza, si ricevono anche altri canali: Telereggio+1 (tasto 174 del telecomando), YOUTIVU’ (644) e RECS (645).

Cosa deve fare chi non vede più Telereggio?

Ricerca automatica. La prima cosa da fare è effettuare una ricerca automatica dei canali (risintonizzazione) utilizzando la specifica funzione del telecomando del tv o del decoder (se non integrato). E’ un’operazione che richiede qualche minuto: il segnale di Telereggio potrebbe ricomparire sul tasto 14 del telecomando.

Ricerca manuale. Se dopo la sintonizzazione automatica del decoder/tv ancora non si vedesse Telereggio, è consigliabile effettuare una ricerca manuale del canale 29 Uhf (538 Mhz).

Intervento tecnico. Se anche la ricerca manuale non ha successo, allora è possibile che l’impianto di antenna necessiti di una verifica più approfondita. Sarà necessario contattare un antennista.…

mercoledì 05 maggio 2004, ore 18.52

Burani: non solo moda

Il gruppo Mariella Burani è uscito dal 2003 sensibilmente più grande di come ci era entrato. Grazie all’acquisizione di cinque aziende (Aliz, Biasia Francesco, Andrea Pfister, ITG e Le Tricot Perugia), il giro d’affari è passato da 273 a 358 milioni di euro. La crescita dimensionale è segnalata anche dall’aumento del numero dei dipendenti, passati in un anno da meno di 1.300 a più di 1.700. La scelta di potenziare, a fianco della divisione abbigliamento e maglieria, il polo della pelletteria, è stata premiata dai risultati: l’utile netto è infatti quasi raddoppiato, passando da 11,3 a 21,7 milioni di euro.

Due i passaggi chiave del 2003. Primo: l’accordo con Hopa, in seguito al quale la finanziaria di Emilio Gnutti ha acquisito il 5 per cento del capitale della società. La metà della quota, fra l’altro, è stata comprata direttamente dalla famiglia Burani per 5,2 milioni di euro. Secondo: l’alleanza con Lvmh, uno dei colossi internazionali del lusso, che ha acquisito per 25 milioni il 30 per cento della controllata Antichi Pellettieri. Due intese, la prima di carattere finanziario, la seconda di natura anche industriale, che confermano la fiducia e il prestigio di cui gode il gruppo di Cavriago.

Nonostante l’equilibrio con cui è stata condotta la campagna di acquisizioni, non sono mancati effetti negativi sulla posizione finanziaria netta, passata da 93 a 113 milioni di euro. In particolare, l’indebitamento bancario è lievitato da 132 a 179 milioni di euro, 70 dei quali a breve termine.

Intanto la famiglia Burani punta decisamente sulla diversificazione. Da tempo, attraverso la società lussemburghese Absolute Ventures, la famiglia investe acquisendo partecipazioni nel capitale di rischio di altre imprese. Nel novembre scorso, attraverso la Greenvision, ha acquisito la reggiana Conchiglia dal gruppo tedesco Pfisterer. E un …

Cronaca

Un aumento dei casi del 300 per cento tra 2012 e 2013; l’abbassamento dell’età delle vittime, che ora non hanno più di 12 anni. Sono davvero preoccupanti i dati registrati in città dalla sezione antipedofilia della questura di Reggio. Che, se due anni fa aveva compiuto 2 inchieste per abusi su minori, è arrivata a quota 9 l’anno scorso. E il 2014 non promette diversamente: già 14 le segnalazioni arrivate nei soli uffici di via Alighieri da gennaio a oggi e ora al vaglio. In linea con i dati nazionali, nel 90 per cento dei casi il pedofilo abita nella stessa casa della piccola o del piccolo, o comunque quasi sempre ne è un parente, come per il bimbo di 8 anni il cui zio materno è stato indagato nelle ultime ore proprio con l’orribile accusa di avere abusato del nipotino.

Aumentano i casi però anche perchè aumentano le denunce da parte di conoscenti, sanitari, insegnanti.

Ed è in crescita – sempre secondo i dati raccolti dalla polizia – il fenomeno del possesso di materiale pedopornografico a danno di minori di 16 anni. Sei i casi accertati dalla squadra mobile in città nel 2013. Uno di questi – l’indagine si è chiusa da poco – ha visto come protagonisti due fidanzatini, lei 13 lui 15 anni. Alla fine dell’anno scorso la mamma della ragazza si è rivolta alla polizia: temeva che foto audaci della figlia fossero in possesso di alcuni studenti della scuola che lei frequentava, e aveva ragione. Era stato il fidanzato a chiedere alla 13enne, come pegno d’amore, l’invio sul cellulare di quelle immagini, che nel frattempo attraverso internet si erano già sparse tra gli studenti non solo di molti altri istituti della provincia, ma anche nel resto del nord e in centro Italia. Gli inquirenti hanno …

PC Multimediale (Windows95, Windows NT o 3.11)

Scheda SVGA (è consigliata una risoluzione 640×480 pixel, 65000 colori)

8 MB di memoria RAM

Multidisciplinarietà e multimedialità sono i termini che illustrano perfettamente questo CD-ROM, tra i primi nel suo genere, prodotto da italiani in Italia, realizzato da Giovanna Grossato e da Matteo Salin, edito da ASHMultiMedia.

La “Guida” consiste in una grande quantità di informazioni organizzate, secondo specifici criteri e diverse modalità, in un CD-ROM.

I dati a disposizione sono molteplici. Oltre al testo scritto, che ha funzione esplicativa, sono memorizzate immagini, grafici, suoni e musiche.

L’utene sarà in grado, utilizzando il mouse, di:

ricercare i nome degli Autori presenti nella Pinacoteca

analizzare le schede biografiche degli Autori che ne documentano la vita e le opere

giungere alle schede delle opere esposte al Museo di Palazzo Chiericati

accedere a schede che inseriscono le opere nel contesto storico artistico i cui esse sono state prodotte. All’interno delle schede principali vengono infatti richiamate altre opere anche di diversi artisti, che presentano analogie nel soggetto o nello stile. Inoltre, nel caso di particolari interventi di restauro, viene offerta anche la possibilità di poter confrontare il punto di partenza del ripristino con il suo risultato finale.

visitare la Pinacoteca, stanza jper stanza, attraverso un percorso che si snoda sulla pianta di Palazzo Chiericati

scegliere nel “museo virtuale” una particolare sala e, in essa, individuare l’opera che interessa. Tale scelta lo fa accedere alla scheda che illustra l’oggetto e, alla fine della consultazione, egli è in grado di riprendere il percorso interrotto per richiedere nuove notizie su altri argomenti

ascoltare testi musicali che agevolano la comprensione dell’epoca in cui si colloca l’opera d’arte presa in esame.

Le parole-chiave (richiami) del testo sono scritte con colori e caratteri diversificati, attraverso di esse si può accedere a:

un …

«Un’agenda per l’ambiente» Il comprensorio sperimenta lo sviluppo compatibile

di Pamela Pucci

SANTA CROCE. Ieri mattina, nella sala del consiglio comunale di Santa Croce, è stata presentata Agenda 21, progetto per lo sviluppo sostenibile varato nel 1992 dai capi di Stato riunitisi in Brasile e da allora ricondotto a livello locale con la creazione di zone sperimentali. «Agenda 21 significa agenda per il ventunesimo secolo – spiega Terenzio Longobardi, assessore provinciale – ed è una sorta di “bibbia” al fine di coniugare le esigenze dello sviluppo economico con la tutela dell’ambiente».

In Toscana sono state create tre zone «agenda», una sulla costa livornese, una nell’area del monte Amiata, la terza nel comprensorio del Cuoio. Proprio quest’ultima è stata tra le prime ad iniziare i lavori in Italia, sicuramente la prima nella nostra regione.

La Provincia di Pisa ha istituito la nascita di un Forum, luogo di concertazione tra gli agenti pubblici e privati che agiscono sul territorio. Per il futuro si prevedono la redazione di dettagliati rapporti sull’ambiente (in pratica vere fotografie della situazione ecologica), l’individuazione di obiettivi prioritari da perseguire attraverso strategie mirate, infine un’accurata opera di monitoraggio.

Del Forum, di cui Longobardi è stato scelto come coordinatore, hanno fatto parte fin dall’inizio la Regione, la Provincia, tutti i Comuni del comprensorio, le associazioni degli industriali, Associazione e Consorzio Conciatori in testa, le organizzazioni sindacali, l’Arpat, l’Asl e le associazioni ambientaliste come Legambiente, Lipu e Wwf. In futuro è prevista l’apertura ad altri enti. «Il Forum verrà organizzato in tre gruppi di lavoro tematici – precisa Longobardi – Il primo si occuperà di sviluppo sostenibile delle attività produttive, concentrandosi sull’impatto esercitato dalle imprese su ambiente e salute. Il secondo su qualità dell’ambiente naturale e urbano, con attenzione alla tutela e alla valorizzazione delle risorse paesaggistiche e culturali della nostra …