Ritengo sbagliato rimanere in silenzio di fronte a certi comportamenti e fatti importanti avvenuti nell´aeroporto A. Canova di Treviso, aeroporto addetto al traffico aereo della compagnia Ryanair. So bene che si tratta di una compagnia low cost e non ho intenzione di lamentarmi per la maleducazione degli impiegati della compagnia, sono convinta abbiano le loro ragioni.

Ma la bilancia per pesare i bagagli a mano, situata poco prima dell’accesso ai metal detector, secondo me non funziona. Ho pesato il bagaglio prima di uscire di casa, non superava i 9 kg. In aeroporto, dopo aver sollevato senza problemi il bagaglio per pesarlo, ho visto un peso di 11,9 Kg, e se non avessi tolto qualcosa non mi sarebbe stato possibile salire a bordo. Perplessa, ho approfittato della presenza di mio padre, per togliere dalla valigia un pigiama e una borsetta vuota, e farli portare a casa. Avendo tolto solo queste cose, il bagaglio pesava 9,3 kg. Non é possibile che un pigiama e una borsa vuota pesino piú di 2 kg! Dopo di me, ho notato molte altre persone controllare i propri bagagli, sollevandoli e scuotendo la testa. Sono convinta che ci sia il tentativo di far pagare di piú i passeggeri.

Ma la cosa che mi ha lasciato decisamente allibita, tralasciando il peso del bagaglio, é stato il trattamento riservato ai passeggeri dal personale della polizia aeroportuale nei pressi del metal detector. Stavo ancora terminando di sistemare valigia ed altri effetti quali cellulare, chiavi, cintura sul rullo, quando una poliziotta mi ha urlato dall´altra parte del metal detector “Gli stivali”. Ero a conoscenza del fatto che avrei dovuto far controllare gli stivali assieme ai bagagli, ma non mi aspettavo di avere un limite ristretto di tempo, specialmente perché dietro di me non c’era nessuno. L’ho guardata un attimo e mi ha urlato la stessa cosa di nuovo, anche avanzando con fare arrogante. Ho tolto gli stivali, stando in equilibrio in piedi in fianco al rullo, e sono rimasta in calzini.

Mi é quindi stato fatto cenno di avanzare, ma una volta passando accanto alla presunta poliziotta mi é venuto spontaneo riferire che almeno nell´aeroporto di Francoforte ti permettevano di sederti, per toglierti gli stivali, e non ti facevano certo camminare in calzini sul pavimento dell´aeroporto. Solo allora la poliziotta mi ha chiesto se volevo i copriscarpe di plastica da mettere sopra i calzini. Quindi si é girata e si é messa a ridacchiare con i suoi colleghi, sbeffeggiandomi alle spalle.

Non ritengo di aver usato alcun tono ingiurioso né di aver detto nulla che potesse scatenare una reazione del genere. Ho preso le mie cose e ho raggiunto le mie compagne di viaggio, due ragazze che erano venute a farmi visita a Venezia, entrambe cittadine non Europee. Vorrei far notare che a loro non é stato chiesto nessun controllo del passaporto, cosa che é obbligatoria in quasi tutti gli altri aeroporti. Sono state in Italia e non vi é alcun timbro sul loro passaporto a provarlo. E soprattutto, nel passaggio dei loro bagagli sotto al metal detector, non é stato richiesto di rimuovere i liquidi. E non é stato richiesto loro nemmeno di togliersi la giaccia e la sciarpa. Loro stesse ne sono rimaste molto sorprese.

Mi domando come si possa parlare di sicurezza aeroportuale, quando una persona puó essere aggredita per il semplice fatto di indossare degli stivali, ma al contempo puó trasportare senza alcun problema all´interno del proprio bagaglio a mano sostanze liquide non controllate.

C.B.

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