«Un’agenda per l’ambiente» Il comprensorio sperimenta lo sviluppo compatibile

di Pamela Pucci

SANTA CROCE. Ieri mattina, nella sala del consiglio comunale di Santa Croce, è stata presentata Agenda 21, progetto per lo sviluppo sostenibile varato nel 1992 dai capi di Stato riunitisi in Brasile e da allora ricondotto a livello locale con la creazione di zone sperimentali. «Agenda 21 significa agenda per il ventunesimo secolo – spiega Terenzio Longobardi, assessore provinciale – ed è una sorta di “bibbia” al fine di coniugare le esigenze dello sviluppo economico con la tutela dell’ambiente».

In Toscana sono state create tre zone «agenda», una sulla costa livornese, una nell’area del monte Amiata, la terza nel comprensorio del Cuoio. Proprio quest’ultima è stata tra le prime ad iniziare i lavori in Italia, sicuramente la prima nella nostra regione.

La Provincia di Pisa ha istituito la nascita di un Forum, luogo di concertazione tra gli agenti pubblici e privati che agiscono sul territorio. Per il futuro si prevedono la redazione di dettagliati rapporti sull’ambiente (in pratica vere fotografie della situazione ecologica), l’individuazione di obiettivi prioritari da perseguire attraverso strategie mirate, infine un’accurata opera di monitoraggio.

Del Forum, di cui Longobardi è stato scelto come coordinatore, hanno fatto parte fin dall’inizio la Regione, la Provincia, tutti i Comuni del comprensorio, le associazioni degli industriali, Associazione e Consorzio Conciatori in testa, le organizzazioni sindacali, l’Arpat, l’Asl e le associazioni ambientaliste come Legambiente, Lipu e Wwf. In futuro è prevista l’apertura ad altri enti. «Il Forum verrà organizzato in tre gruppi di lavoro tematici – precisa Longobardi – Il primo si occuperà di sviluppo sostenibile delle attività produttive, concentrandosi sull’impatto esercitato dalle imprese su ambiente e salute. Il secondo su qualità dell’ambiente naturale e urbano, con attenzione alla tutela e alla valorizzazione delle risorse paesaggistiche e culturali della nostra zona. Infine, il terzo gruppo cercherà di stimolare l’informazione e la partecipazione della comunità locale al percorso di Agenda 21. Vorremmo far capire – conclude l’assessore provinciale – che Agenda 21 non è uno strumento fumoso ma un documento concreto di programmazione, che stimolerà le interazioni tra enti e ci consentirà un accesso privilegiato ai finanziamenti nazionali e a quelli europei».