TORINO, ANCORA LATITANTI I TRE DETENUTI EVASI DAL CARCERE MINORILE FERRANTI APORTI.

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Sono ancora latitanti i 3 detenuti stranieri evasi ieri pomeriggio dal carcere minorile Ferranti Aporti di Torino.

Il segretario regionale del SAPPE Piemonte Vicente Santilli commenta: “Si è trattato di una evasione tanto grave quanto inutile, visto che avrà per loro gravi ripercussioni se non si costituiscono al più presto” e denuncia il ciclico ripetersi di eventi critici in carcere che vede coinvolti detenuti stranieri. “’E’ sintomatico che negli ultimi dieci anni ci sia stata un’impennata dei detenuti stranieri nelle carceri italiane. Fare scontare agli immigrati condannati da un tribunale italiano con una sentenza irrevocabile la pena nelle carceri dei Paesi d’origine può anche essere un forte deterrente nei confronti degli stranieri che delinquono in Italia’. Il dato oggettivo è però un altro: le espulsioni di detenuti stranieri dall’Italia sono state fino ad oggi assai contenute, oserei dire impercettibili”.

Donato Capece, segretario generale del SAPPE, sottolinea: “Arrivano segnali preoccupanti dall’universitario penitenziario minorile. Abbiamo registrato e registriamo, infatti, con preoccupante frequenza e cadenza, il ripetersi di gravi eventi critici negli istituti penitenziari per minorenni d’Italia. Ed è per questo che ci stupiamo di chi “si meraviglia” se chiediamo una revisione delle recente innovazioni legislative che consentono la detenzione di ristretti adulti fino ai 25 anni di età nelle strutture per minori”.

Il leader del SAPPE ricorda che “come primo Sindacato della Polizia Penitenziaria avevamo incontrato il mese scorso a Roma il Capo del Dipartimento della Giustizia Minorile e di Comunità Francesco Cascini. Gli chiedemmo di mettere un direttore penitenziario e un Funzionario Comandante di Reparto della Polizia Penitenziaria in ogni Istituto e di ripristinare l’uso della divisa d’ordinanza, o comunque di altri segni distintivi, per gli appartenenti al Corpo, che prestano oggi servizio nelle carceri minorili in abiti borghesi. Soprattutto, gli abbiamo chiesto che le politiche di gestione e di trattamento siano adeguate al cambiamento della popolazione detenuta minorile, che è sempre maggiormente caratterizzata da profili criminali di rilievo già dai 15/16 anni di età. Rispetto a tutto ciò, apprezzammo la disponibilità del Capo DGMC Cascini. Rinnoviamo, alla luce del grave fatto accaduto a Torino, la richiesta di un incontro con il Ministro della Giustizia Andrea Orlando per affrontare eventuali interventi che possano essere messi in campo dalla politica. Per altro, sarà anche l’occasione per evidenziare al Guardasigilli che la realtà detentiva minorile italiana è più complessa e problematica di quello che lui immagina e che il SAPPE denuncia sistematicamente”.

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