Scienze: in anteprima all’Insubria le ultime scoperte sull’origine dell’universo

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Le origini dell’universo

Varese, 19 gennaio 2015 – L’Universo è nato 13 miliardi e 820 milioni di anni fa: a rivelarlo è stato il satellite Planck. Di questo e di tanto altro si parlerà nei due incontri organizzati dall’Università degli Studi dell’Insubria e rivolti a studenti e cittadinanza, su due esperimenti, ritenuti tra i maggiori di questo inizio di millennio. Mercoledì 21 gennaio alle ore 18,00 nell’Aula Magna di via Ravasi 2, a Varese, si terrà l’incontro “Una nuova cosmologia: le scoperte della missione Planck sull’origine dell’universo”, con Marco Bersanelli, responsabile del satellite Planck, che ha da poco terminato di compiere la mappatura finale della radiazione generata dal Big Bang; il 28 gennaio arriva a Varese Lucio Rossi del CERN, responsabile del programma Alta Luminosità di LHC, ovvero del potenziamento del super-acceleratore di Ginevra.
Entrambi gli appuntamenti fanno parte al ciclo “Scienza & Fantascienza 2014-2015” organizzato dal professor Paolo Musso, docente di Filosofia della Scienza dell’Università degli Studi dell’Insubria.

«Si tratta di due grandi incontri scientifici, dedicati a due eventi storici, che saranno destinati a influenzare la scienza e la … fantascienza dei prossimi decenni» – afferma Musso. «Marco Bersanelli è responsabile di Planck, il satellite che ha da poco terminato di compiere la mappatura finale della radiazione generata dal Big Bang: questa radiazione è oggi così debole che per rilevarla occorrono strumenti molto freddi e quelli di Planck sono stati raffreddati fin quasi allo zero assoluto. Un po’ – esemplifica Musso – come cercare di vedere la luce di una candela dentro una grande stanza molto illuminata: più luci si spengono, meglio la si vede, però chiaramente quando si arriva ad ottenere il buio completo non si può più andare oltre. È per questo che i dati ottenuti da Planck saranno da considerarsi definitivi e che si tratta quindi davvero di una missione storica, che ha già dato risultati straordinari, come per esempio la determinazione quasi esatta (con un errore di appena il 4 per mille) della “data di nascita” dell’universo, che è stata annunciata il 21 marzo 2013 ed è stata stimata in 13 miliardi e 820 milioni di anni fa. Ma molte altre novità ci aspettano, perché anche se Planck ha finito la sua missione già da quasi due anni, l’analisi dei dati è stata molto lunga e complessa ed è terminata proprio ora, a dicembre del 2014. Quindi – conclude il filosofo – Bersanelli ci presenterà i risultati praticamente in anteprima, tanto che io stesso non so ancora esattamente cosa ci dirà: quel che è certo, comunque, è che dopo questa missione il nostro modo di concepire l’universo è destinato a cambiare per sempre».

Università degli Studi dell’Insubria

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