Sono la convivente di un padre separato che sta con fatica ricostruendosi una vita ed una famiglia.
Dopo anni di lotta nei tribunali, ieri ancora l'ennesima angheria della ex-moglie contro di lui e sua figlia: oggi avremmo dovuto andare tutti insieme in ospedale (io dovevo fare l'ecografia per la gravidanza) ma sono stata costretta a spostare l'appuntamento perché non e' stato concesso alla bimba di poter uscire prima da scuola (due ore prima) per poter venire con noi!
La cosa aberrante e' stata oltre al comportamento meschino della ex moglie anche quello osceno delle due maestre che, attaccandosi al fatto che la sentenza del giudice non era chiara sull'orario pomeridiano, hanno negato l'uscita alla bambina (la prima uscita in 4 anni di elementari che il mio compagno chiedeva...) che e' scoppiata in lacrime saputo di non poter vedere il suo fratellino. La cosa che mi ha lasciato veramente attonita e' stato vedere il menefreghismo di queste maestre che anziché cercare di mediare una situazione che sapevano già essere difficile, hanno semplicemente fatto la cosa più semplice per loro evitando qualsiasi coinvolgimento.
Mi chiedo quindi come possono certe donne capire e fare il loro ruolo nella società se nemmeno si rendono conto che e' giusto aiutare un padre ed una figlia in difficoltà, tiranneggiati da una ex moglie ed anche, sto osservando, da tutto un sistema colpevolmente, e consapevolmente, complice.
La nostra società ha bisogno di uomini e di donne che siano coesi e che si aiutino l'un l'altro, non di persone che non vogliono vedere e sentire chi gli chiede un aiuto!
Per chi volesse scrivermi, elenacontina@virgilio.it Sarò lieta di rispondere. In fede, Elena
