Le partenze intelligenti anche tra uccelli migratori: studio su Nature

1 Flares Facebook 1 Google+ 0 Twitter 0 LinkedIn 0 Pin It Share 0 Email -- 1 Flares ×

Varese, 13 ottobre 2014 – Le “partenze intelligenti” avvengono anche tra gli uccelli migratori che si spostano tra l’Africa e l’Europa. È quanto emerso da uno studio pubblicato da Nature, che ha visto la collaborazione anche del Dipartimento di Scienze Teoriche e Applicate dell’Università degli Studi dell’Insubria. Uno studio a lungo termine sulla migrazione del Nibbio bruno (Milvus migrans), un rapace diurno molto comune anche in Italia che sverna in Africa, ha dimostrato che la capacità di migrare migliora con l’età, anche se più lentamente di quanto finora si pensasse.

I risultati pubblicati il 24 settembre su Nature (http://dx.doi.org/10.1038/nature13696) indicano che i giovani nibbi alle prese con le prime migrazioni partono più tardi e volano più velocemente, con grande consumo di energie, mentre gli individui più anziani partono in anticipo e volano più lentamente, sfruttando le conoscenze accumulate nel corso della loro vita su velocità e direzione dei venti per una vera e propria “partenza intelligente”.

«Molte specie animali migrano, e se finora si supponeva un ruolo dell’esperienza individuale nella migrazione, non era mai stato chiarito se si trattasse di un vero e proprio comportamento appreso o se semplicemente dipendesse dalla mortalità cui sono soggetti i “cattivi migratori”, che non portano a termine la migrazione e non si riproducono» afferma Adriano Martinoli, zoologo dell’Università degli Studi dell’Insubria.

Quanto è emerso nel caso del Nibbio bruno è in effetti un insieme di entrambi i fattori, come Damiano Preatoni, zoologo, ricercatore del Dipartimento di Scienze Teoriche e Applicate, ha scoperto attraverso l’analisi dei “dati di volo” di 364 eventi di migrazione relativi a 92 nibbi di età compresa tra 1 e 27 anni – partecipando al progetto di ricerca promosso da Fabrizio Sergio (ricercatore presso la Stazione Eiologica di Doñana, Spagna) e dal suo gruppo di ricerca, e dedicandosi in particolare all’allestimento della banca dati e alla preparazione ed analisi dei ambientali in formato digitale, svolgendo alcune delle analisi statistiche sui dati ambientali e faunistici.

«Nibbi di età diverse hanno utilizzato tecniche di volo diverse, variando tempi e rotte in modo da sfruttare al meglio i venti a favore durante la migrazione. Gli individui che sono risultati più efficienti e hanno migliorato nel corso della loro vita l’abilità nel migrare hanno mostrato anche un successo riproduttivo maggiore» afferma Damiano Preatoni.

Dato che le condizioni ambientali estreme possono addirittura impedire la migrazione nel caso di uccelli giovani, gli autori ipotizzano che il cambiamento climatico potrebbe avere degli effetti negativi sul fenomeno delle migrazioni in generale, e che questo fenomeno dovrà essere tenuto in considerazione per predire e gestire il declino di numerose specie di uccelli migratori.
«La pubblicazione su Nature evidenzia come la qualità della ricerca e la capacità di fare sistema dell’Università dell’Insubria, la collochino a un ottimo livello nel panorama internazionale» conclude Martinoli.

Università degli Studi dell’Insubria

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *